Vendemmia 2018

La vendemmia 2018

Buone notizie per la vendemmia 2018. A differenza dello scorso anno, quando la grandine di marzo/aprile e la siccità di luglio avevano messo a dura prova il vigneto, quest’anno l’Italia sembra aver tirato un sospiro di sollievo. Un’annata nella norma, equilibrata, che ha fatto registrare un segno + in tutto lo stivale nonostante qualche pioggia estiva che ha creato criticità al sud. Un incremento a due cifre naturalmente ovvio visto che l’annata precedente aveva registrato un calo che, in alcune regioni del centro Italia, aveva toccato anche il -30%. I dati a oggi, mentre la vendemmia continua e continuerà fino a ottobre/novembre per i vitigni più tardivi, fanno prevedere una produzione totale di circa 49,4 milioni di ettolitri, decisamente più elevata rispetto ai 42,5 milioni di ettolitri dello scorso anno. L’incremento produttivo, oltre ad essere una buona notizia per l’Italia, è importante soprattutto sul fronte delle esportazioni che potranno avere una buona ripresa sul mercato internazionale, con la prospettiva di superare i 6 miliardi di euro per la fine dell’anno.

La Vendemmia in Toscana
L’annata 2018 in Toscana è stata all’insegna delle mezze stagioni, con una primavera più fresca e tipici temporali nei mesi estivi che hanno portato a una strategia opposta a quella dell’anno scorso. In particolar modo importanti diradamenti hanno aiutato ad arieggiare i grappoli e a evitare marciumi e malattie. La produzione registra un segno +, con un aumento di circa il 20% che resta però sotto la media a causa dell’indebolimento delle viti che risentono ancora dell’annata passata.
In Toscana, dopo le uve bianche aromatiche e le basi spumante, le prime a essere vendemmiate, è stato il tempo della vernaccia e del merlot mentre è ora in corso la vendemmia delle uve più tardive come il Sangiovese, a partire dalle parti più meridionali per poi chiudere con le aree del Chianti Classico e del Brunello di Montalcino. Un timing di raccolta in linea con le annate passate ma ritardato di circa una decina di giorni rispetto all’anno scorso quando la vendemmia era stata sensibilmente anticipata a causa della siccità e della precoce maturazione.

Vendemmia 2018

Storia del Sangiovese e rossi di Calappiano

La storia del Sangiovese e i rossi della Fattoria di Calappiano

Il Sangiovese, vitigno italiano a bacca nera, ha probabili origini toscane, ed è tra i vitigni più diffusi in Italia. Entra nei blend di tanti vini come Chianti, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Morellino di Scansano e altri meno conosciuti ma altrettanto interessanti.

Le prime notizie storiche si hanno nel trattato della coltivazione delle viti di Soderini già nel 1600. Un vitigno di ottima vigoria, che dà il meglio di sé in zone fresche di notte e temperate di giorno. Il grappolo, lungo, conico-piramidale, di solito molto compatto, ha una buccia di colore nero violetto. Questo vitigno dà un vino di colore rosso rubino, compatto e vivace. Il profumo è molto intenso e fine, fruttato e floreale, con note di marasca, visciola e viola. Il gusto esprime solitamente equilibrio tra freschezza, tannino e alcolicità, con importante struttura e grande persistenza gusto-olfattiva. Il periodo della vendemmia solitamente varia tra fine settembre e metà ottobre.

In Fattoria di Calappiano è tempo di vendemmia, stiamo raccogliendo adesso le uve, tra cui, ovviamente, il nostro Sangiovese, soprattutto nell’area del Montalbano dove viene prodotto il Chianti Montalbano Docg, su un terreno ricco di fossili e caratterizzato da un clima continentale stemperato da influenze mediterranee. In questo territorio il Sangiovese si esprime con grande eleganza e carattere, immediatamente individuabili all’assaggio. I vini rossi della Fattoria di Calappiano, prodotti da uve della zona di Vinci e comuni limitrofi, nell’area del Montalbano, hanno tutti, ognuno a suo modo, la “firma” di questo Sangiovese di particolare finezza e qualità. Il re indiscusso è il carismatico Collegonzi, prodotto da uve 100% Sangiovese, con note di frutti rossi, spezie fini e sensazioni fumé dove eleganza e persistenza ne sono il marchio distintivo. Il Lungarno, intenso e vinoso, profuma di viole e ciliegie, pieno e speziato, è prodotto con 90% di uve Sangiovese e 10% di uve Colorino. Infine, ma non meno importante, il Chianti Docg Vinciano Riserva, succoso e persistente, con note di sottobosco e tabacco, composto da un blend di 80% Sangiovese e 20% Canaiolo. E gli abbinamenti? La cucina toscana tutta, i salumi e formaggi, le minestre di farro, zuppe di pane e cavoli, il coniglio in umido, piatto tipico del Montalbano, ed ovviamente... la bistecca alla fiorentina.

La Storia del Sangiovese e i rossi della Fattoria di Calappiano

Il vino del mese

Governato Toscana Rosso Igt

Tempo di vendemmia e tempo di appassimento. Quest’anno per il Governato di Fattoria di Calappiano i numeri raddoppiano. Grazie ad un’annata più abbondante le uve in appassimento sono aumentate del 50%. Continua dunque la sperimentazione con l’Università della Tuscia e con il Prof. Fabio Mencarelli. Per ora le uve appassiscono in fruttaia in azienda a Calappiano, poi sarà la volta dell’invecchiamento in giare di terracotta.
Di colore rubino intenso, si apre su tipiche sensazioni di frutta dolce, ciliegie e marasche. In bocca è morbido e fresco, caratterizzato da una maturità e una dolcezza naturale che sono peculiarità specifiche del Governo toscano con cui è prodotto.

Governato Toscana Rosso Igt