Fattoria di Calappiano

Fattoria di Calappiano

È Calappiano il cuore pulsante dell’azienda Sensi. Qui, siamo a due passi da Vinci, culla di Leonardo, la famiglia coltiva uva dal 1890. Negli 80 ettari di proprietà. Calappiano è un’enclave dove mettere a frutto gli ideali etici della famiglia, producendo con un’attenzione maniacale all’ambiente e alla sostenibilità. Dai vigneti di proprietà, tutti in conversione biologica, si producono i vini di Fattoria di Calappiano e alcuni vini della linea Sensi come il Governato, frutto di grandi sperimentazioni, ponte tra tecniche antiche e innovazione.

Ma Calappiano non è soltanto vino ma anche storia ed arte. La Fattoria di Calappiano rappresenta uno degli ultimi tesori storico-architettonici della potentissima famiglia dei Medici di Firenze.

Costruita intorno al 1500 su commissione del Granduca Francesco I de’ Medici Principe di Palazzo Vecchio, con lo scopo di creare quello che fu uno dei primi esempi di Fattoria Toscana con produzione vitivinicola e riserva di caccia per allietare gli ospiti durante il soggiorno.

La Fattoria passa di mano in mano e viene ceduta agli Asburgo Lorena, che nel frattempo avevano preso possesso del Granducato di Toscana e poi, nel XIX secolo, viene acquistata da A. H. Savage Landor, nipote del poeta e letterato Walter Savage Landor, biografo di Shakespeare, diventando “Villa degli Inglesi”. Ancora oggi all’interno della Fattoria si possono trovare quadri raffiguranti popoli di paesi lontani e numerosi reperti antiquari, cimelio dei viaggi di Savage Landor, scrittore, esploratore e antropologo innamorato dell’Oriente.

Oggi la Fattoria è di proprietà della Famiglia Sensi che valorizza lo splendore di questa parte di Toscana, in un luogo che racchiude storia, tradizione e passione per la scoperta e per il viaggio, caratteristiche molto vicine alla filosofia dell’azienda, che con un occhio attento e rispettoso del passato, innamorato dell’arte e della bellezza, guarda avanti per innovarsi e migliorarsi con un carattere moderno e internazionale.

Fattoria di Calappiano

Studio e sperimentazione

Studio e sperimentazione a Calappiano

Alla Fattoria di Calappiano, sperimentazione e ricerca scientifica sono pratiche fondamentali a cui la famiglia Sensi dà estrema attenzione. Così, ci racconta Lorenzo Landi, enologo consulente dell’azienda, sono nati progetti sulle anfore e un vigneto sperimentale.

Come nasce il lavoro sulle anfore?

Nasce dalla volontà di utilizzare un approccio scientifico su un contenitore di cui si parla tanto ma di cui si conosce poco. Si sa che le anfore venivano usate fin dai tempi dei romani ma è poco chiaro cosa rilascino nel vino e che diversità di apporto diano rispetto, ad esempio, a una vasca di cemento. L’idea è di indagare e studiare in maniera attendibile e scientifica, senza eccessi poetici, il ruolo di questo materiale e soprattutto le modalità e le quantità di passaggio dell’ossigeno.

E invece con quale esigenza nasce il vigneto sperimentale?

Di fatto stiamo cercando di recuperare tutto il recuperabile, in particolar modo sui vitigni a bacca bianca del territorio. Questo lavoro è stato fatto in passato sui vitigni rossi portando alla rivalutazione di cloni meno produttivi e vitigni come il colorino e il ciliegiolo mentre i vitigni bianchi non hanno mai goduto di grande considerazione e nessuno ha mai fatto un lavoro profondo da questo punto di vista. Siamo ancora in una fase iniziale, ci muoviamo verso cloni di trebbiano e malvasia meno produttivi ma anche su vitigni dimenticati come il buriano, famoso nel 1600 e citato anche da Francesco Redi, ma ormai andato perduto.

Studio e sperimentazione a Calappiano

Ricette

Le ricette del Montalbano

La cucina locale del Montalbano attinge dalla ricca tradizione Toscana, privilegiando la cucina contadina. Con la pregiata farina della Montagna Pistoiese o della Garfagnana, si prepara la tradizionale torta di castagne arricchita con pinoli e condita con olio e rosmarino: il Castagnaccio. Il coniglio in umido, nel Montalbano, viene cotto al tegame lentamente nel pomodoro e prima sfumato con vino bianco, i fagiolini di S. Anna, chiamati anche serpenti o stringhe sono dei fagiolini lunghi e fini, dolci e croccanti, che vengono cotti in bianco con gli odori oppure al pomodoro, di solito vengono raccolti in piena estate, per la festa di Sant'Anna il 26 luglio.

E ancora i fiori di zucca fritti quando è stagione, la frittura di ranocchi, la minestra di farro con crema di fagioli e fagioli interi, la pappa al pomodoro, la panzanella e la zuppa di pane con il cavolo nero, bietola, zucchine, sedano, carote, fagioli e un soffritto al lardo.

I salumi tipici vengono prodotti soprattutto nel comune di Musicano Terme come la cioccolata (in zona c’è una famosissima azienda che produce cioccolata) e l’alta toscana inoltre ha una produzione di olio extravergine d’oliva di gran qualità e finezza.

Uno dei prodotti tipici della zona sono i Fichi Bianchi secchi di Carmignano annoverati tra i 450 prodotti tipici della regione Toscana. Tra i dolci degni di nota ci sono i Brighidini, uova, zucchero, anice e farina quanto basta per queste deliziose sfoglie croccanti; un “trastullo speciale” così definite dal Pellegrino Artusi, che ci romanza la storia del nome, derivante dalle Brigidine, monache di Santa Brigida spesso in zona. Le brigidine preparavano le ostie per le comunioni ed elaborarono questa ricetta in cui spesso erano incisi motivi decorativi come fiori, girandole e soli.

Le ricette del Montalbano

Il vino del mese

Lungarno Igt Toscana

Da uve sangiovese 90% e colorino 10%. Matura in barrique per 10-12 mesi. Di colore rubino, profuma di viole e ciliegie, con sensazioni tostate e di torrefazione. In bocca ha corpo e struttura e un lungo finale di frutta sensazioni floreali e note speziate. Si abbina alla perfezione con piatti di carne, ad esempio a una bistecca alla fiorentina.

Lungarno Igt Toscana